Educazione - Equità - Empowerment
di Anna Palermo
Dall’8 aprile 2020 presso la Presidenza del Consiglio - Dipartimento per le politiche della famiglia - si è insediato l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, trattasi di un organismo collegiale composto da un’ampia rappresentatività di tutte le istituzioni pubbliche e delle istanze sociali coinvolte nelle politiche dell’infanzia e dell’adolescenza che ha tra i suoi compiti principali l’elaborazione del Piano biennale nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.
Il decreto di adozione del 5° Piano - sotto la presidenza della Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, approvato dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza il 21 maggio 2021 - è stato firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in data 25 gennaio 2022.
di Gianni Lattanzio
Mentre continuano le dirette sulle votazioni e i dibattiti politici su chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica, che rendono l’ambiente giornalistico e soprattutto dell’opinione pubblica piuttosto “ballerino” c’è da sottolineare che rimane inamovibile e cristallizzato il cerimoniale che accompagnerà il neo Presidente ad insediarsi al Quirinale.
L’elezione del nuovo Capo di Stato avviene nell’Aula di Montecitorio con la proclamazione da parte del Presidente della Camera, o del suo vice se l'eletto è proprio il Presidente dell'Assemblea di Montecitorio (è accaduto con Giovanni Gronchi e Oscar Luigi Scalfaro), al termine dello spoglio delle schede e verificato il raggiungimento del quorum richiesto per l'elezione. I due presidenti dei due rami del Parlamento si recano dall’Eletto comunicandogli l'avvenuta elezione e il verbale della seduta (anche in questo caso può accadere che siano i vicepresidenti a svolgere l'adempimento nel caso di elezione del Presidente della Camera o se il Presidente del Senato sta svolgendo le funzioni di supplente del Capo dello Stato. In caso di elezione del Presidente del Senato il Presidente della Camera si reca da solo dall'eletto).
Leggi tutto: L'insediamento del Presidente della Repubblica: una cerimonia bella come l'Italia.
di Rosa Manzo
Mentre la cronaca politica di queste settimane si concentra sulle candidature per il Colle, si tocca con mano la mancanza di una riflessione puntuale sulle qualità che i candidati alla Presidenza dovrebbero possedere per poter ambire alla carica di capo dello Stato. Così di primo acchito appare che chiunque possa ricoprire tale carica purché si tratti di un italiano di alta moralità.
E se la moralità trova sempre difficoltà ad essere definita ben non si comprende se per ricoprire la carica di Presidente debba presentarsi un santo o un asceta o anche solo una "persona perbene" come sembrano testimoniare alcune delle proposte giunte in Aula in questi ultimi giorni.
Leggi tutto: Lettera al Presidente che vorrei
In occasione della prima votazione per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, in un quadro non ancora chiaro sulle scelte dei partiti, abbiamo rivolto alcune domande all' On. Stefano Ceccanti, costituzionalista e uno dei Grandi elettori.
di Gianni Lattanzio
On. Ceccanti, con quale spirito va a votare? Che tempi prevede?
Vado con lo spirito di chi attende pazientemente che venga dipanata una matassa molto complessa in cui, per la prima volta, un'elezione presidenziale potrebbe avere effti sul governo e in cui vi e' la necessità di una chiusura ordinata della legislatura. Tempi non brevi per questa complessità.
Può farci un quadro dello scenario che abbiamo di fronte oggi con particolare riferimento alle questioni costituzionali?
Dal punto di vista costituzionale si pongono soprattutto due interrogativi. Il primo è cosa succede nell'improbabile caso in cui non chiudiamo prima del 3 febbraio, quando scade il mandato di Mattarella. A mio avviso e' preferibile la tesi della prorogatio di Mattarella e non della supplenza Casellati anche perché il Presidente uscente è stato legittimato.
La seconda è l'intrigo dei problemi che si pongono nell'ipotesi dell'elezione di Draghi. Nel caso, sarebbe opportuno che si dimettesse da subito, che gli subentrasse il ministro più anziano, Brunetta, e che poi la crisi vera e propria fosse gestita da lui dopo il giuramento.
Leggi tutto: Intervista all'On. Prof. Stefano Ceccanti