di Rosa Musto
Come un leader pubblico possa convincere i suoi concittadini ad affrontare un cambiamento radicale del loro stile di vita, così come accade nel caso di una pandemia, lo spiega con chiarezza Ronald Heifetz, un noto studioso di leadership ad Harvard presso la Kennedy School, precisando poi, che quando si vuole convincere le persone ad accettare dei cambiamenti importanti, va riconosciuto che si tratta di un lavoro difficile e rischioso.
Lo studioso, con la sua equipe, invita i leader a lavorare seguendo regole precise e tutte fondate sulla trasparenza e l'empatia per l'attuazione della cosiddetta “leadership adattiva”. Questa dimensione di leadership prevede un agire pubblico fondato su stili di azione precisi, che non si basano solo sul dare le informazioni corrette in modo asettico e imporre misure di comportamento, ma sul presentare significati e contenuti con chiarezza e mostrare soprattutto empatia per i sacrifici che l'applicazione delle misure implica, riconoscendo tutte le difficoltà che comporta in tal caso il lockdown.
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Il sentiero della Qualità della Vita: ripensare il mondo per il benessere umano in armonia.
di Sonia R. Marino
Incipit, da incipĕre «incominciare». Mai facile incominciare, ad esempio, scrivere l’incipit di un articolo. Mi chiedo se anche per un grande scrittore come Italo Calvino fosse così complicata la scelta delle prime frasi.
Proprio in questi giorni ricorre l’anniversario della nascita di Italo Calvino, che nacque il 15 ottobre 1923 in quel di Santiago de Las Vegas. E probabilmente non avrebbe apprezzato leggere “in quel di Santiago …” invece del più scorrevole e immediato “a Santiago …”.
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di Lucia Di Giambattista
Con l’introduzione di nuovi adempimenti che aggiornano la Legge n.4/2004 e l’emanazione da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale delle prime linee guida sull’accessibilità in ambito ICT, le Amministrazioni dello Stato sono chiamate ad avere finalmente un ruolo attivo nella diffusione di contenuti e servizi digitali sempre più inclusivi.
Sono passati ormai poco più di quattro anni, quando nell’agosto del 2016 Tim Berners-Lee intervistato dal “NewStatesman” pronunciò la sua famosa frase “If you are not on the web, you will have problems accessing services” che anticipava un primo risultato a livello europeo per il superamento delle diseguaglianze anche nella rete Internet. Nell’ottobre 2016, infatti, il Parlamento europeo ed il Consiglio dell’Unione europea promulgarono una prima direttiva (Direttiva UE 2102/2016) che riguardava il tema dell’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.
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di Fausta Speranza
“Non c’è grandezza dove non c’è semplicità, bontà e verità”. Così diceva Lev Tolstoj e queste parole dello scrittore russo possono contribuire a ricordare Massimo Campanini, lo studioso di fama mondiale scomparso il 9 ottobre.
E' stato tra i più autorevoli esperti di Islam e del Vicino Oriente, ma chi lo ha conosciuto da vicino ricorda un uomo colto che non ostentava la sua impareggiabile competenza su questioni così complesse, un insegnante generoso che non disdegnava chi si accostava al suo sapere, un intellettuale appassionato ma non ripiegato sulle proprie convinzioni.
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di Maurizio Gentilini
Centocinquanta anni - il 20 settembre 1870 – le truppe piemontesi occupavano la città di Roma, destinata a diventare capitale del neonato Regno d’Italia. Un evento cardine per la storia risorgimentale e per il complesso processo unitario nazionale che, a livello politico e diplomatico, decretò anche il tramonto della sovranità su Roma e dell’esercizio del potere temporale da parte della Chiesa cattolica e dei papi, nonché l’apertura di un lungo conflitto tra la Santa Sede e lo Stato italiano.
Un dissidio che sarebbe durato molti decenni (almeno 6) e che è passato sotto il nome di “questione romana”. La “questione” era già stata posta nel 1848, in occasione del fallito tentativo mazziniano della Repubblica romana, e riproposta nel 1859-60, con le annessioni territoriali che avevano creato il Regno d’Italia sotto la guida della monarchia sabauda. La strenua opposizione di Pio IX (sostenuto dalla Francia) aveva vanificato gli sforzi di Cavour di risolvere pacificamente la controversia a proposito del ruolo di Roma come capitale (ruolo assunto provvisoriamente prima da Torino e poi da Firenze). L’occupazione dell’Urbe da parte delle truppe italiane (favorita dalla sconfitta francese a Sedan contro la Prussia, che segnò le sorti delle nazioni coinvolte e le dinamiche della storia europea) permise, nel giro di pochi mesi, il trasferimento in riva al Tevere della corte di Vittorio Emanuele II e del governo.
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