di Ranieri de Ferrante
Il ritorno di Trump al governo ha minato equilibri ed economia internazionale, ma soprattutto sta smantellando la democrazia negli USA e cambiando il modo di vivere dei suoi cittadini. E’ un cambiamento che potrebbe diventareirreversibile rendendo in breve tempo gli USA strutturalmente un’autocrazia guidata da Trump e dai suoi sodali.
E l’Europa rimarrà sempre più sola nella difesa della democrazie e dei suoi valori. Ne sarà capace?
Qualche giorno mia moglie ed io siamo andati a fare due passi ai Fori Imperiali, e siamo saliti per la prima volta dopo 45 anni a San Bonaventura, una chiesetta sul Palatino dove ci siamo sposati. Io ero da poco tornato dopo due anni passati a New York dove, borsista Fullbright, avevo conseguito un Master in Business Administraton alla ColumbiaUniversity(tempio del “Democraticismo” più avanzato), e stavamo per ripartire, questa volta insieme, per gli USA, dove abbiamo poi vissuto 5 anni nel cuore della RustBelt che oggi vota Trump: Indianapolis e Cleveland, lavorandoprima nella Farmaceutica e poi in McKinsey.
Salendo la ripida stradina ( …molto più lentamente di 45 anni fa …) abbiamo chiacchierato, partendo da un passatodolce, ma trovandoci presto a parlare di un futuro amaro: l’argomento del giorno, cioè Trump, arrivando alla conclusione che le nostre esperienze negli USA – pur in ambienti così diversi, agli antipodi dello spettro politico - ci aveva preparato a quanto sta succedendo.
1 - La nuova Presidenza di Trump
Trump è arrivato alla Presidenza, nel 2016 sorprendendo in primis sé stesso, e non ha potuto dare piena attuazione al suo modo di pensare: pur nella tragedia che la cosa è stata per gli Stati Uniti, la sua presidenza ha avuto una valenzaquasi folkloristica: rimangono in mente le sciocchezze (la candeggina da ingerire contro il COVID …), gli strafalcioni (parlando di Nepal e Butan parlò di Nipple (capezzolo) e Button (bottone) … e non era una battuta …) o la sua rabbia quando non ebbe la carrozza regale dorata durante la sua visita alla regine Elisabetta. Il tutto, però,sembrava una parentesi quasi clownesca.
Poi la vera natura dell’individuo è emersa nell’assalto a Capitol Hill, e nel reiterato rifiuto del responso delle urne.Un plateale rifiuto della Democrazia. “Meno male che se ne è andato” pensammo in tanti, a cominciare dagli oltre 80 milioni di Americani che votarono per il Candidato Democratico.Invece poi, per colpa dell’insipienza dei Democratici e dell’incapacità di Joe Biden di comprendere la propria inadeguatezza e cedere il passo ad un candidato più valdo, Trump è tornato.
Ma il Trump di oggi è molto più temibile di quello del 2016, per due motivi:
E l’essere sfuggito ad un attentato ha rafforzato in lui la convinzione di essere l’unto del Signore. Il suo comportamento ormai non è quello di un leader politico ma di un uomo alla guida di un culto;
Oggi, dopo due mesi, mi viene in mente una frase - di sapore e rigore quasi biblico - usata dal Generale Guderiannella sua autobiografia. “nel 1933 Hitler diventò Cancelliere, e sia la politica interna che quella esterna del Reich cambiarono completamente”.
Una frase nella quale si leggono 65 milioni di morti, l’Olocausto, e tutto quello che noi ben conosciamo, anche se ad essere ottimisti anche la nascita dell’ONU, della Comunità Europea, di 80 anni di pace e progresso.
Parafrasando Guderian, possiamo dire “nel 2025 Trump (ri)diventò Presidente, e sia la politica interna che quella esterna degli USA cambiarono completamente”. Ed a chiunque, anche il meno attento, il cambio in politica estera degli Stati Unitiè evidente, in quanto la nostra stampa ne parla diffusamente. Ilconto è già salato:
Al di là delle posizioni, quello che sciocca è il modo mafioso di fare politica, che ricorda l’Hitler dei Sudeti o, in tempi più recenti, Putin. E’ una “diplomazia” che abbandona le sue regole della diplomazia e – vedi scontro con Zelensky alla Casa Bianca – anche della normale educazione e che certo Nixon, Reagan, o i due Bush non riconoscerebbero. Una politica che fa libero uso di minacce e pressioni come armi di ricatto: un ricorso alla Forza come elemento dirimente che si pensava non appartenesse più all’Occidente.
Un approccio che un giornalista ha definito Cleptocrazia … che liberamente tradurrò come Diplomazia dell’estorsione, anche se probabilmente c’è anche una forte componente di arricchimento personale.
Ed è anche un modo stupido di gestire sia i rapporti che l’Economia: Ronald Reagan, che non era certo un liberale di visioni ecumeniche, diceva che i dazi non hanno senso, perché alla fine si fanno male tutti.
2 – Gli effetti sulla Democrazia americana
Abbiamo visto cheGuderianscrisse che nel 1933 Hitler cambiò anche la politica interna del Reich.
Nel caso di Trump le azioni in questa direzione forse non sono così immediatamente percepibili dal lettore italiano meno attento, o semplicemente che non condivide l’interesse nella politica americana che mia moglie ed io sentiamo (siamo nati negli USA, come famiglia, e quegli anni hanno lasciato una traccia profondissima nel nostro DNA di coppia). Ed una motivazione di questa lmitata percezione è che la nostra stampa non dà nessun rilievo (mi incuriosirebbe sapere perché) a comeTrump stia impattando la vita quotidianaed i diritti dei cittadinistatunitensi, riportandone indietro la civiltà di decenni.
Quotidianamenteda oltre Atlantico arrivano notizie di azioni tese acancellare gli elementi fondamentali della Democrazia. Gli USA certo non hanno mai sviluppato la Stato Sociale che invece caratterizza noi europei, ma finora non avevano mai messo in dubbio le regole del vivere democratico.
Oggi invece sono messe a rischio, e scusatemi se la lista è lunga, tante cose che per l’Occidente sono normali:
E lo stesso effetto di spersonalizzazione e perdita di diritto a vita e libertà vanno altre mosse come le riduzioni nella sanità pubblica;
Si stringe anche il cappio intorno alle minoranze razziali: il cimitero di Arlington include eroi e personaggi di spicco della storia americana, sia bianchi che neri, ma da un paio di settimane la lista disponibile al pubblico include solo i bianchi ….
E visto che, ormai, l’informazione ( … e la conoscenza? …) viaggia sui Social, la schiena piegata di Zuckerberg, che ha eliminato ogni controllo sulla veridicità di quanto gira sulla rete è la ciliegina sulla torta: una torta il cui l’obiettivo è creare una popolazione ignorante, da guidare come delle pecore;
E si aggiungono continuamente nuovi elementi: negli ultimi giorni ci sono stati altri due colpi violenti all’uguaglianza razziale ed al diritto all’educazione :
Quanto sopra è una lista lunga, ma certo non esaustiva. E per chiudere “con il botto”, credo sia molto rlevante che vi siauna proposta di legge che prevede l’inclusione del Trump DerangementSyndrome (Sindrome della follia trumpiana) fra le malattie mentali legalmente riconosciute (e per le quali potrebbe essere autorizzato il trattamento terapeutico obbligatorio). Non si tratta, come si potrebbe legittimamente pensare, di una sindrome che fa riferimento ai comportamenti di Trump, ma che si applica - al contrario -a coloro che non sono d’accordo con le sue politiche e che, “ossessionati” da tale opinione, dimostrano di non saper distinguere il bene dal male.
D’altra parte, l’URSS non ha per decenni internato in manicomio i dissidenti?
(Nota folkloristica ma significativa: il Legislatore che ha proposto questa legge è stato arrestato qualche giorno dopo per aver cercato di irretire una minorenne su Internet … ).
Il giorno in cui suo padre ha giurato per la seconda volta come Presidente, Barron Trump (il figlio minore del Presidente, quello avuto con Melania) ha detto a Joe Biden “you are finished”. Il labiale non lascia dubbi su ciò che ha detto, ma nella mia mente c’è un dubbio: a chi era indirizzata la frase, ad un anziano signore di 80 anni (Biden), o ad una democrazia che – nel bene e nel male – è stata un faro per 250 anni, e di cui Biden potrebbe essere l’ultimo (non brillante) rappresentante?
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L’Economist pubblica ogni anno una lista delle Nazioni con il loro indice di Democrazia. L’Indice è sviluppato su una serie di parametri come libertà delle elezioni, cultura politica della popolazione, diritti civili, ecc.
Gli USA sono, nel 2023, dichiarati una “Democrazia imperfetta”, anche se vicina alla linea delle perfette (attenzione: anche l’Italia – unica fra le Nazioni dell’Europa Occidentale – è in tale posizione, a causa, fra l’altro, della scarsa affluenza alle urne). Sono curioso di vedere quale sarà la valutazione nel 2025.
Trump è stato liberamente scelto dagli elettori, che pur sapevano di che pasta fosse fatto, cosa intendesse fare e quali limiti fosse disposto a superare. Credo però che stia andando al di là di quello che ci si aspettava, e stia anche colpendo duramente alcuni segmenti che hanno votato per lui.
Sarebbe quindi facile dire … aspettiamo 4 anni, la sanità mentale tornerà, Trump (che non potrà ricandidarsi) ed i suoi amici perderanno il potere, e tutto tornerà normale.
Purtroppo non è così semplice:recentemente Steve Bannon-uomo vicinissimo a Trump - ha dichiarato, intervistato dal giornalista Chris Cuomo, fratello dell’ex Governatore Democratico di New York:“io credo fermamente che il Presidente Trump competerà e vincerà di nuovo nel 2028… uomini come lui vengono una volta al secolo … e voglio vederlo di nuovo nel 2028”. “Ma Trump non può partecipare - ha obiettato Cuomo - ha già fatto due terms, e la Costituzione non ne consente di più”. La risposta di Bannon, con un sorriso, è stata “We are working on it” … ci stiamo lavorando.
Quanto si può leggere in questa risposta, e quanto ancora nel fatto che Trump abbia poi confermato quanto affermato da Bannon … !!
Sulla base di tutto questo,la domanda che dovremmo porci è “che tipo di elezioni ci saranno nel 2028?”, se non addirittura “ci saranno delle vere elezioni nel 2028?”.
E di conseguenza:
O addirittura, dove può arrivare Trump con metodi non democratici?
Ne riparliamo, se vi va, nella seconda parte di questa analisi.
Ranieri de Ferrante ha studiato in Italia e negli USA, dove ha anche lavorato diversi anni. Per buona parte della sua vita si è considerato americano d’adozione, ma con il passar del tempo se ne è distaccato. Ha vissuto all’interno di varie culture europee - norvegese, francese, inglese, svizzera e svedese, oltre che naturalmente italiana – arrivando alla conclusione che la civiltà del nostro Continente è superiore. Come capo dell’ABB nell’ex Blocco Sovietico alla fine degli anni ’90 è stato testimone diretto del saccheggio che gli oligarchi ora legati a Putin hanno fatto dell’economia sovietica, e considera la Russia una seria minaccia agli equilibri mondiali. Ma considera Trump, oggi, una minaccia più grave.
Se la proposta dei Repubblicani di dichiarare malattia mentale la Trump derangementsyndromepassasse, de Ferrante sarebbe candidato al Manicomio. Per fortuna vive - con moglie, figlio e cani - in Italia.